5/5/2008
Un attimo di attenzione per chi cerca di fare informazione su fatti (importanti) che non sempre arrivano nelle pagine dei grandi giornali.
Ringrazio Luca Martinelli per l'amichevole autorizzazione alla pubblicazione.
Questo mese parliamo di cementifici, inceneritori nascosti, di turismo responsabil:
(con proposte per un'estate sostenibile e a piedi), del futuro del commercio equo e solidale italiano, della diga di Ilisu in Turchia (l'articolo è del nostro Luca Manes), della Trieste alternativa...
Ae è distribuita in tutta Italia nelle botteghe del commercio equo e solidale: cercatele su www.altreconomia.it/botteghe
Leggetela: perché l'informazione alternativa, a differenza dei grandi media, vive solo se è letta.
Luca Martinelli
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Gli inceneritori mascherati
L’Italia è il secondo produttore europeo di cemento.
Gli impianti, però, bruciano scarti della lavorazione del petrolio,
pneumatici e rifiuti solidi urbani
L'Italia è invasa dal cemento, ma il problema è a monte: nei cementifici. Sono una novantina in tutto il Paese, e l'Italia, con 47 milioni di tonnellate, è il secondo produttore a livello europeo, dopo la Spagna. I forni per fare il cemento bruciano a più di 1.500 gradi, le aziende del settore -Italcementi, Buzzi, Colacem e Cementir (gruppo Caltagirone)- cercano il modo di risparmiare utilizzando combustibili alternativi. Bruciano pet-coke, uno scarto della raffinazione del petrolio, pneumatici: sono inceneritori mascherati, però hanno limiti di emissioni più permissivi rispetto agli inceneritori tradizionali.
8 Mappe
Un'estate in punta di piedi
Qualche idea per una vacanza responsabile, senza lasciare l'Italia. Dalla Liguria alla Calabria, passando per l'Occitania e il Molise. Magari contando solo sulle proprie gambe.
a cura della redazione
12 Made in Italy
L'inceneritore mascherato
L'Italia è il secondo produttore europeo di cemento. Gli impianti brucinao scarti della lavorazione del petrolio, o pneumatici o, sempre più spesso, rifiuti solidi urbani.
di Luca Martinelli
15 Attualità
Il Paese meraviglioso
È quello dove l'"emergenza" rifiuti dura 14 anni, e le famigerate "ecoballe" si trasformano per decreto da scarti ingestibili a grande affare per i soliti noti.
di Peppe Ruggiero
16 Strategie globali
Un posto a tavola per tutti
L'aumento record nel costo dei cereali ha riportato nell'agenda politica la lotta alla fame nel mondo. Per affrontare il problema della ridistribuzione del cibo è necessaria una rivoluzione alimentare globale, ma anche una lotta agli speculatori di Borsa, colpevoli dell'aumento dei prezzi.
di Marinella Correggia
19 L'esperto
Chi paga i conti degli speculatori
di Alessandro Volpi
21 Consumi critici
Trieste solida e meticcia
Terra di confine e porto di mare, il capoluogo giuliano vanta una storica tradizione di integrazione e un presente molto vivace di attività culturali e solidali.
di Agnese Ermacora
24 Attualità
Tra follia e normalità
Trent'anni fa la legge che chiuse i manicomi italiani. E mise al centro dell'intervento psichiatrico la persona coi suoi bisogni, non la malattia coi sui sintomi.
di Ugo Zamburru
25 Piccole economie
Verdure al centro
Al mercato di via Fioravanti, a Bologna, la "concorrenza" non funziona. Nel piazzale del centro sociale Xm24 il prezzo nasce dal confronto tra i produttori ed è fisso tutto l'anno. Una ventina di banchetti, tutti biologici, per una filiera corta basata sulla fiducia.
di Andrea Semplici
28 Piccole economie
Fornelli occupati
A Roma nascono nuove osterie autogestite nelle cucine dei centri sociali, tra produttori biologici e filiere locali.
di Massimo Acanfora
30 Idee in movimento
L'equo pensa al domani
Le bottege e le centrali di importazione italiane fanno i conti con la crisi dei consumi e si attrezzano per affrontare un mercato in rapida evoluzione. Le sfide più importanti dei prossimi anni, secondo il mondo del commercio equo italiano, sono il ruolo del volontariato, il rapporto con la grande distribuzione e la riflessione sulle filiere.
di Pietro Raitano
34 Mercati banditi
La storia sott'acqua
Sta per vedere la luce il controverso progetto di una diga nel Kurdistan turco. L'invaso sommergerà una città vecchia di 12mila anni: 55mila persone verranno sfollate ed è a rischio la stabilità dell'area, al confine tra Siria e Iraq. Tra i finanziatori c'è Unicredit.
di Luca Manes, Crbm.org
36 Attualità
Contagio liquido
Un'etichetta per l'acqua di rubinetto si aggiudica il Buy Nothing Day Contest 2008. Mentre a Bologna i quartieri chiedono al comune di privilegiare l'acquedotto.
37 Attualità
Banche armate
Divulgata la lista degli istituti di credito coinvolti nel commercio di armamenti nel 2007: in testa Unicredit, Deutsche Bank e Intesa-Sanpaolo. E il business aumenta
Rubriche ----------------------------------------
3 Editoriale, di Francesco Gesualdi
4 La fotonotizia
5 Il racconto del mese, di Lorenzo Guadagnucci
6 Consumi critici
32 Mercati banditi
33 La banca dei ricchi, di Elena Gerebizza
36 L'alfabeto della mondialità, di Bruno Amoroso
37 Capitali sovrani, di Tonino Perna
38 Spiccioli
38 Trade watch, di Monica Di Sisto
39 Distratti dalla libertà, di Lorenzo Guadagnucci
40 Idee eretiche, di Roberto Mancini
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3/5/2008
Oggi è la Giornata Mondiale a Difesa della Libertà di Stampa. Un caposaldo della democrazia nel mondo. Dalle zone di guerra a casa nostra i giornalisti con la schiena dritta, per dirla con l'ex Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi, sono pochi e quei pochi sono a rischio di mantenere il proprio lavoro se non la propria vita. Tutti gli altri come vivono? Cosa si raccontano per autogiustificarsi?
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29/4/2008
Secondo l'ADNKronos, al Campidoglio ieri sera è apparso uno striscione, realizzato dai sostenitori di Gianni Alemanno neo sindaco della capitale. C'era scritto: "Veltroni: con le primarie ha fatto cadere il governo Prodi. Con le elezioni politiche ha cacciato i comunisti dal Parlamento. Candidando Rutelli ha perso Roma. Walter santo subito!".
Lo sto studiando da qualche tempo ma purtroppo non riesco a trovare l'errore. Forse l'ultima frase? Anziché santo lo vedrei meglio come precario.
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28/4/2008
E anche la Capitale passò alla Destra. C'è chi dice che è a causa della strumentalizzazione della questione sicurezza. Sono in attesa di sapere da quelle stesse persone perché alla Provincia di Roma ha vinto il candidato del Centro-Sinistra. E già che ci sono, magari mi spiegheranno anche perché ha vinto il candidato del Centro-Sinistra di Vicenza.
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22/4/2008
Si avvicina il 25 Aprile data fondamentale per l'Italia. Il tempo passa, i ricordi sbiadiscono anche perché chi l'ha vissuto in prima persona è anziano o è passato ad altra vita.
Ma se avete in famiglia o conoscete qualcuno che ha avuto il privilegio di essere presente il 25 Aprile 1945 quando il nostro Paese fu liberato dall'invasione nazi-fascista, fatevi raccontare cosa fu quel 25 Aprile e cosa furono i giorni e gli anni precedenti. Ne vale la pena. Meglio che leggerlo sui libri.
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19/4/2008
Il presidente uscente di Confindustria, da molti indicato fino a poche ore fa come un simpatizzante del Partito Democratico, ha fatto un'uscita contro il Sindacato che manco Calderoli si è sentito di assecondare. Come in altri casi, anche qui possiamo capire quali sono gli amici del PD e che tipo di politica Uolter vorrebbe fare dopo aver cortesemente accettato l'invito degli amici di dare il proprio contributo per togliere di mezzo la Sinistra dal Parlamento italiano.
Ma, diciamo la verità, una sana attenzione è necessaria anche ai Sindacati, ai loro dirigenti e le loro scelte degli ultimi anni. Nonostante tutto quello che hanno accettato e quello che hanno cercato di non fare, sembra non abbiano ottenuto grandi riconoscimenti neanche presso Confindustria. Che sia tempo di riprendere a lavorare per i lavoratori? Forse anche in questo caso un rinnovamento generale sarebbe proponibile.
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19/4/2008
Il Presidente della Repubblica Iraniana viene spesso dipinto, in Occidente, come una persona un po' curiosa, a volte estremista e un po' avulsa dalla storia anche recente (il caso della negazione dell'Olocausto è un esempio spesso citato). Pur tuttavia non si può negare un suo approccio originale alle problematiche mondiali. Ciò non significa che egli sia sempre e comunque dalla parte del torto. Ad esempio vorrei citare la sua recentissima uscita sul prezzo del petrolio e di come questo sia apparentemente molto alto ma che in realtà ciò è causato in massima parte dal continuo ribasso del dollaro americano, moneta con cui, al momento, le maggiori risorse mondiali continuano a venire scambiate.
Forse Ahmadinejad è dalla parte del vero quando dice che i prezzi in Occidente sono mantenuti più alti del necessario (anche e soprattutto, aggiungo io, nel caso delle Nazioni che usano l'Euro) per semplici motivi speculativi: Stati e petrolieri Occidentali vogliono lucrare sempre di più rispetto al giorno precedente in barba ai loro cittadini (che si ostinano a chiamare consumatori quasi per limitarne i diritti al solo consumare o comprare).
Le dichiarazioni di Ahmadinejad le possiamo trovare anche qui, sul Corriere.it.
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15/4/2008
Nella realtà dei voti veri, gli unici valori errati erano (di nuovo) quelli degli Exit Poll. Il Centro Destra ha vinto nettamente le elezioni e potrà governare tranquillamente. Speriamo che gli errori fatti nella precedente esperienza governativa li aiutino a fare bene non solo per loro stessi.
Allo stesso tempo annotiamo che, come scritto su questa pagina il 25 gennaio, il Cavaliere ha deglutito anche il secondo dei figli migliori dell'ex PCI. Avanti il terzo.
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14/4/2008
Non ci posso credere. Dai primi dati degli exit poll sembra che il PD sia il primo partito in Italia, come numero di voti. Il proprietario del centro destra sarebbe quindi riuscito nell'ennesimo exploit: perdere buonissima parte di quei 10 punti percentuali che lui stesso dichiarava di avere di vantaggio solo poche settimane orsono. Confermerebbe quindi di essere quel mito della comunicazione che tanti effettivamente già da tempo gli riconoscevano di essere. Non ero d'accordo e per questo devo sinceramente fare ammenda. Sempre che i dati siano confermati, però.
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13/4/2008
Nonostante l'impegno antipolitico di tanti politici che popolano il parlamento italico, ancora un bel numero di elettori sta compiendo il proprio diritto ad esprimere il voto. Il sottoscritto è fra questi ma non saprei dire se è un bene o un male. Dipende da come lavoreranno, se lavoreranno.
Scommetto, chissà perché, che l'astensione dal voto stavolta sarà importante anche da sinistra.
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12/4/2008
Sono sicuro che esiste la reincarnazione ma funziona al contrario di come ci viene spesso presentata. Il genere umano è il primo stadio, poi torniamo a vivere come animali e come piante così potremo capire la cattiveria e la stupidità degli esseri umani verso i loro compagni di viaggio.
E potremo finalmente imparare a comportarci in maniera da non considerare il prossimo in funzione del guadagno monetario che ci può dare. Ad esempio con gli allevamenti intensivi. Proviamo a pensare di stare noi una settimana in quelle condizioni e poi moltiplichiamo quella tortura per tutta una vita. Abbiamo davvero bisogno di una legge per abolire questo obbrobrio?
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22/3/2008
Ogni tanto si sente ancora qualcuno che si chiede quale tra L'Unità ed Europa, sarà il quotidiano ufficiale del Partito Democratico, come se non avesse capito che questo Partito si è formato nelle stanze de La Repubblica.
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9/3/2008
A distanza di 30 anni, il caso Aldo Moro produce ancora incertezze. Possiamo dire che è logico che sia così, vista la mancanza di chiarezza sull'intera operazione. Forse è per questa nebbia che tarda a diradarsi che vengono travisate anche altre questioni.
Su Il Sole24Ore del 9 marzo 2008 una breve analisi di Piero Ignazi a pag. 35 (Da via Fani ripartì la DC) illustra il motivo per cui la Democrazia Cristiana, che sembrava dover collassare da un momento all'altro all'epoca del rapimento Moro, fu invece in grado di "resistere" per altri 10 anni, fino allo scandalo di Mani Pulite e il crollo del Muro di Berlino, offrendo quindi una motivazione di carattere internazionale alla fine della DC.
Le cause della ripresa della DC, secondo l'ipotesi dell'articolista del 24Ore, furono principalmente dovute alla "fermezza" con cui il partito di Aldo Moro rifiutò ufficialmente la trattativa con le Brigate Rosse, a costo di sacrificare il suo Presidente.
Non fu così. L'apparente fermezza della DC fu una sorta di sottoprodotto scaturito da cause esterne ed interne al partito.
La causa interna fu una sola: l'incapacità del gruppo dirigente di avere una linea comune. Dato che nessuna delle proposte e delle ipotesi avanzate ebbe seguito a causa di conflitti interni allo stesso gruppo dirigente ormai in fase di disfacimento ed eroso da anni di liti continue, il partito restò non "fermo" ma immobile, in attesa degli eventi che, a quel punto, potevano venire solo dall'esterno della DC. Nel bene e nel male, ma certo non per responsabilità diretta della DC. Nel più puro stile dell'ultima incarnazione della Democrazia Cristiana.
Fra le cause esterne che condizionarono la DC, la posizione del Partito Comunista che doveva per l'ennesima volta dimostrare al mondo intero che era un Partito affidabile secondo il metro Occidentale. Possiamo anche accennare che queste continue richieste al PCI si rivelarono poi una sorta di trappola da cui non seppe liberarsi nell'occasione più importante, quando si trattava di liberare l'unica persona con cui avrebbe potuto portare avanti il progetto del Compromesso Storico.
Un'ulteriore causa esterna potrebbe essere stata la volontà di alcuni servizi, ben esterni alle Brigate Rosse ma in grado di portare alle estreme conseguenze il rapimento, di togliere Aldo Moro dal panorama politico italiano, ma anche internazionale, dato che le sue teorie politiche potevano creare forti imbarazzi in altre Capitali.
Pensare che la "fermezza" inesistente della DC abbia permesso ulteriori 10 anni di vita a quel partito è dunque un non senso ed inoltre, se consideriamo il breve periodo storico in esame, ci accorgiamo che in questo lasso di tempo la DC non ha fatto altro che sopravvivacchiare in attesa della certificazione ufficiale di quella morte politica che era già nel suo gruppo dirigente, da anni ormai non più in grado di elaborare alcuna politica oggettivamente utile al Paese, ma solo a certe caste.
Ora sostituite da altre che, come queste che le hanno precedute, sono fin troppo dedite a vari tipi di corruzione. Come ogni casta che non brilla di luce propria.
26/1/2008
Ci risiamo, la sinistra italiana non appena scaraventata giù dal Governo, anziché lavorare per tornarci, magari per incidere, inizia a piangersi addosso sull'inevitabile vittoria della concorrenza, convincendo gli eventuali incerti a voltarle le spalle per manifesta incapacità di lavorare per vincere. In compenso i suoi vertici hanno dimostrato di saper perdere anche le partite già vinte.
Si cambia o si continua a voler andare oltre (?) come si ostina a dichiarare qualche inguaribile vitellone?
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25/1/2008
...a quel punto il proprietario del centro destra, astutamente rimesso in sella dal secondo dei "figli migliori" del PCI, decise di inghiottirselo, dopo aver, anni addietro, deglutito il primo dei figli migliori.
Non c'è due senza tre. Avanti a chi altro abbocca, ma solo fra i figli migliori.
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23/1/2008
Il titolo Apple perde oltre 10% al Nasdaq, nonostante fatturazioni e guadagni dell'ultimo periodo siano
molto buoni, se non eccellenti. E allora perché perde?
Perché gli analisti finanziari si aspettavano qualcosina in più. E allora, per una sorta di vendetta, fanno circolare commenti che finiscono con l'affossare il titolo. Così impara a non dar loro retta.
Forti questi analisti; un po' bambini, però (e anche chi da loro troppa retta e pure soldi per le loro analisi)!
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20/1/2008
Grande adunata in Piazza San Pietro. Nessuno dei nuovi democristiani vuol mancare, né tantomeno non essere visto, immortalato dalle telecamere e, gaudio massimo, intervistato.
Uno striscione recita che la vera Sapienza è in Cristo.
Se è vero, il punto è: chi lo rappresenta? Gli ermellini, i marmi e qualcos'altro della Chiesa di Roma? Gli stili di vita o le chiusure nette e dogmatiche che troppo spesso questa vorrebbe imporre, no di certo.
Ma l'importante é convincere l'opinione pubblica e le corazzate dell'imbonimento mediatico trasmettono a tutto vapore. Tempi bui ci aspettano e tanti, e da varie parti politiche, sono quelli che si sbracciano per farci imbonire.
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20/1/2008
L'aereo fantasma delle Los Roques
"Che fine hanno fatto gli otto italiani?"
Sito web dei parenti di due dei dispersi:
Pare che in quell'area non sia il primo aereo scomparso (con i suoi occupanti) e non ritrovato. Perché?
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19/1/2008
Il Papa e La Sapienza:
un mancato incontro fra sordi.
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12/1/2008
Azione di buona volontà.
la richiesta dei sindacati allo stato affinché diminuisca le tasse ai dipendenti e quindi che questi si ritrovino un po' di soldi per sopravvivere fino alla fine del mese, potrebbe sorprendere: non si chiede ai datori di lavoro, ma allo stato. bisogna pur tuttavia riconoscere che si tratta di una svolta: lo stato deve riconoscere di aver approfittato fin troppo dei guadagni dei redditi minori per coprire le tasse non pagate da altri. Un sistema non ammissibile in un paese che si vorrebbe definire moderno.
Per cercare di far recuperare un minimo di potere d'acquisto agli stipendi, mi permetto una proposta di facile attuazione fra persone di buona volontà:
facciamo come nella rottamazione auto, lo stato rinuncia a una certa cifra delle imposte e lo stesso fanno le aziende rinunciando così ad una piccola parte dei loro margini. entrambe queste "rinunce" finiranno nelle buste paga dei lavoratori senza alcun aggravio (ad esempio: 100 + 100 = 200).
la cifra da rifondere ai lavoratori va ponderata; a mio parere andrebbero considerate due possibilità:
a) uguale per tutti i lavoratori dipendenti (esclusi i quadri e i dirigenti);
b) due cifre diverse per altrettante fasce di guadagno: sopra e sotto (esempio) 50.000 € lordi all'anno.
come è stato per la rottamazione, anche in questo caso potremmo assistere ad una ripresa dell'economia per il semplice fatto che molta gente avrebbe un po' più di soldi da spendere e potrebbe essere quel volano della ripresa nazionale da più parti invocato, riconoscendo altresì che da vari anni l'unica categoria che non ha potuto salvarsi dagli aumenti indiscriminati e da nessuno controllati, nè tantomeno sanzionati, è stata quella dei lavoratori dipendenti che sembra non aver avuto alcun referente negli scranni parlamentari da qualche anno a questa parte.
Con questo non guadagneremmo alcunché, torneremmo solo (e forse) ai livelli di potere d'acquisto di qualche anno fa. Rimettendoci quello che è stato fino ad oggi, ma almeno metteremmo un punto.
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12/1/2008
Il petrolio non solo corre e supera i 100 $ per barile, sta anche per raggiungere il punto di massima quantità estratta, dopodiché dovremo capire che neanche l'oro nero è inesauribile. Questo farà aumentare il costo del barile a livelli ancora più alti e difficilmente sopportabili dalla maggior parte delle popolazioni, delle Nazioni del mondo. Gli Stati Uniti, ammesso che lo vogliano ancora fare, potranno continuare a basare il proprio approvvigionamento energetico sulla loro macchina da guerra e quindi ipotizzare persino una guerra all'anno (o forse anche di più)?
Se saranno gestite come quelle in Iraq, in Afghanistan o quella in Vietnam, non credo ne saranno in grado; né potranno permetterselo economicamente.
Ma il dubbio che si affaccia è forse ancora più insidioso: l'aumento del prezzo del petrolio è dovuto solo alla sua difficoltà d'estrazione e/o scarsità o non dipende almeno in parte (forse ampia) dalla necessità dei Paesi produttori di bilanciare col costo del barile la debolezza sempre più strutturale del Dollaro e quindi la diminuzione della forza economica rappresentata da questa moneta (e quindi dagli Stati Uniti d'America?).
Dato che buona parte dell'economia mondiale è basata sulla Super Potenza Nord Americana, questa eventualità potrebbe dare la stura ad un movimento, se non un terremoto, economico, finanziario e politico (speriamo non militare), di dimensioni che al momento non è facile prevedere, ma che necessariamente deve prendere in esame anche l'abdicazione degli USA dal ruolo centrale che hanno avuto dalla fine della seconda guerra mondiale e apparentemente rafforzato dopo aver sconfitto l'altra grande super potenza, l'USSR.
Il Dollaro che nel cambio con l'Euro è arrivato a più riprese nei pressi di 1,50, è sottovalutato o non c'è addirittura da aspettarsi un ulteriore calo della moneta americana dovuto alla debolezza intrinseca della sua economia e del suo modello di sviluppo? In questo caso, sarà l'Euro a essere preso come moneta di riferimento internazionale, anziché la Sterlina?
E' per questa sopra ipotizzata debolezza strutturale americana che alcuni Paesi orientali stanno stringendo accordi economici e commerciali di grande rilievo con le Nazioni africane e asiatiche ricche di beni energetici nel proprio sottosuolo e storicamente alleate degli Stati Uniti?
Forse è per questo che alcuni importantissimi Paesi arabi, la Cina, la Russia, il Giappone e forse altri, diminuiscono in maniera rilevante i propri investimenti nei Titoli di Stato americani a favore di altri lidi e di altre monete?
Forse è sempre questo il motivo per cui alcuni Paesi ricchi di petrolio, uranio ed altri minerali strategicamente fondamentali preferiscono lasciare il dollaro per farsi pagare in Euro?
Queste realtà nell'economia e nella finanza internazionale sono dati di fatto ormai da qualche anno e sono puntualmente riportati dalle testate economiche più importanti del mondo. Per qualche motivo, i mezzi d'informazione italiani non sempre riportano notizie, commenti o analisi sulla questione che pure è d'importanza basilare per gli equilibri militari, politici, economici e finanziari del pianeta.
Tutto questo fa si che le casse americane abbiano un taglio netto e assai rilevante di valuta pregiata, quella valuta con cui lo Stato americano si è permesso un livello di vita superiore alle sue pur grandi possibilità, col rischio di scatenare un effetto domino verso altri Paesi che potrebbero seguire questi esempi.
Questi dati di fatto vanno a colpire l'economia americana generando il rischio oggettivo di mettere in dubbio le capacità di sostentamento americane ai livelli che da tempo mantengono. Si tratta di un attacco di grandi proporzioni all'economia della Nazione Nord Americana, per di più portato anche da alcuni dei suoi maggiori e più antichi alleati che, apparentemente, sembrano non fidarsi più ciecamente della Nazione più ricca e potente del mondo e che, effettivamente, ha molto contribuito anche alla loro ricchezza. Ma la forma di capitalismo che gli stessi Stati Uniti hanno creato e sviluppato convinti di poterla facilmente gestire, sta invece creando impreviste e complesse difficoltà alla Nazione Nord Americana.
Ma è davvero così? Gli Stati Uniti stanno arrivando al capolinea così rapidamente e sconfitti dal loro stesso sistema, da fuoco amico?
Segue